
Mi hijo Ozo me envía el video de Debora Serrachiani con su intervención en el congreso del PD italiano. Tiene 38 años y un club de fans en Facebook. Ya hay quien le llama la Obama de la socialdemocracia italiana.
Os paso lo que ha dicho de ella Massimo Vallorani: Timidamente sale sul palco dell'assemblea nazionale dei circoli del Partito Democratico. Pochi la conoscono, quasi tutti i tremila delegati presenti nella sala, distrattamente, la ignorano. Ma quando comincia a parlare, Debora Serracchiani, avvocato del lavoro e consigliere provinciale del Pd di Udine, è un fiume in piena. Le bastano soltanto 12 minuti per imporsi con la sola forza delle parole e la sincerità di chi, in fondo, ancora crede fermamente nel progetto del Pd. E' giovane, giovanissima nell'aspetto, praticamente una ragazzina. Invece ha 38 anni, la grinta e l'autorità oratoria dell'avvocato e la sfacciataggine di una donna che sa di dover dire quello che pensa e non ha nessun timore reverenziale. Un intervento duro, diretto, durante il quale, come ha detto lei stessa, "ne aveva per tutti". Chiede silenzio e parte con un discorso che forse non le cambierà la vita, di sicuro l’ha fatta diventare una star del web. Il video con le sue parole è stato visto migliaia di volte su Internet, sono nati gruppi di fans su Facebook con migliaia di iscritti e su Youdem è il video più visto di tutto il mese di marzo. E persino in Spagna il quotidiano El Pais ha scritto: "Sinistra, è nata una stella". In dodici minuti di relazione a braccio è stata interrotta 35 volte da autentiche ovazioni, compresa quella del segretario del Pd Dario Franceschini che, mentre lei si scusa perché sta sforando il tempo concessole, la esorta, divertito, ad andare avanti. Ma la Serracchiani non è tenera nemmeno nei confronti del suo segretario (a cui non riesce a dare del tu): “La diversità è la ricchezza del nostro partito, ma io chiedo al nostro partito di imparare a votare, di imparare ad assumere decisioni, se è necessario anche solo a maggioranza, se è necessario anche lasciando a casa qualcuno”. Debora chiede, anzi pretende, trasparenza e democrazia, e nello stesso tempo affonda il suo bisturi senza nessuna pietà, andando con freddezza direttamente al cuore dei tanti problemi che assillano il Pd: dalle indecisioni sul testamento biologico alla ricerca sfrenata di visibilità mediatica, dalla linea politica ondivaga al rapporto col partito di Di Pietro, per arrivare poi al passaggio centrale e più applaudito. “La verità è che in questi pochi mesi di vita del Partito Democratico ho avuto la netta impressione che l’appartenenza al nuovo partito fosse sentita molto di più dalla base che dai dirigenti”. Questioni che coinvolgono migliaia di militanti e che, forse, hanno trovato una nuova voce a cui concretamente affidarsi.


Chúzao
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